«Gli effetti dei grandi patrimoni sono occultati da un manto di segretezza ed espressioni in codice. Solo occasionalmente - quando qualcosa crolla (qualche mito, qualche fiducia riposta, qualche velo di correttezza) - il vero potere viene alla luce.» Evan Osnos, giornalista per il «New Yorker», ha avuto accesso a questa dimensione parallela in cui vive l'élite delle élite mondiali, e in queste pagine ce ne offre un ritratto che intrattiene, incuriosisce, inquieta e indigna. Al centro c'è l'impatto del denaro e di chi lo possiede su di sé, sul prossimo e sulla società globale. Muovendosi nelle enclaves dei super-ricchi, tra Monte Carlo, Palm Beach, Palo Alto e Hollywood, Osnos rivela un mondo popolato di superyacht, feste esclusive, bunker di lusso a prova di catastrofe, conti bancari al continuo ingrasso, escamotage fiscali e ingenti donazioni politiche: così vive una classe privilegiata che non solo ha perso il contatto con la realtà, ma ha anche gettato a mare qualsiasi sistema di valori. Attraverso le storie di magnati caduti in disgrazia, truffatori hollywoodiani autori del più grande schema Ponzi e visionari della tecnologia - da Mark Zuckerberg in poi -, Osnos racconta l'ambizione sfrenata, le fortune inimmaginabili, l'ossessione per lo status, per la ricchezza fine a se stessa, alla ricerca di una soddisfazione che non sarà mai piena. E poi il lato più oscuro: la plutocrazia che si infiltra nelle fondamenta della democrazia e nei rapporti umani, la crescente influenza esercitata dalla Silicon Valley e da Wall Street e le reazioni esplosive che tale potere suscita. Coinvolgente e meticoloso, Il prezzo del potere è un libro più attuale che mai, una riflessione sulle distorsioni di potere e ricchezza che plasmano la nostra società e un invito a non restare indifferenti di fronte alla cultura dell'eccesso.